Il progetto

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La città che viaggia, articola itinerari culturali multidisciplinari rivolti ai cittadini immigrati in Sardegna da paesi non comunitari e persone nate nell’isola. Le azioni coinvolgono singoli e gruppi già costituiti, per favorire la formazione di cittadinanze cre-attive e multiculturali: gli interlocutori privilegiati di questo programma sono immigrati di età, genere e provenienze diverse e le loro comunità d'origine. Incubatore di processi di consapevolezza per la mobilità delle competenze culturali già acquisite e per la professionalizzazione di nuove abilità da formare attraverso metodologie innovative che mettono in campo l’interazione multiculturale tra immigrati e stanziali come fattore fertilizzante dei processi formativi e produttivi e tutto tondo.

 

La città che viaggia, mette in campo diversi linguaggi artistici, discipline e culture,  inter-correlati e riorganizzati in dispositivi drammaturgici transdisciplinari, che aprano spazi dedicati ai giovani di diverse provenienze perchè liberamente si riapproprino della città, per generare nuove forme estetiche, di comunicazione e convivenza, stimolando il mercato della produzione artistica, anche sul piano internazionale, perché mette in valore “il mondo che arriva nell’isola”, rivitalizzando forme espressive e tematiche che rischiano di essere autoreferenziali. 

 

Dall’esperienza maturata emerge con forza l’evidenza di come l’arte, la cultura, lo sport, possano essere strumenti straordinari per favorire l’elaborazione di forme innovative d’interazione con le comunità di immigrati arrivate da tempo in Sardegna, e di accoglienza dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati, che sbarcano nell’isola. Attraverso l’arte “del vivere in viaggio”, si articolano processi di costruzione della cittadinanza attiva e si promuove la mobilità di idee, esperienze e persone che nell’interazione multiculturale generano processi fertili per la trasformazione e il superamento di quei modelli formativi e lavorativi obsoleti, non solo per gli immigrati ma anche per i cittadini locali. La migrazione non è un "tema" ma uno "stato esistenziale", non è un problema ma una risorsa di sviluppo socio-economico, culturale e demografica: è un fenomeno irreversibile per cui si devono sviluppare nuove consapevolezze e competenze. Un progetto, che attraverso l’arte rilancia l’isola come snodo di formazione di alte competenze professionali in ambito internazionale, è un progetto che investe sul riconoscimento e la valorizzazione dei talenti che ancora rischiano di essere dispersi e castrati per l’incapacità di svecchiare i meccanismi formativi e produttivi. Formare alla cittadinanza mondiale in Sardegna, permette di superare le resistenze a confrontarsi ed interagire rispettosamente con l’alterità, supportando lo sviluppo di nuovi e giovani organismi che si propongono nel mercato del lavoro, anche nelle aree rurali che soffrono di spopolamento, invecchiamento e fuga dei giovani. Il viaggio verso cittadinanze multiculturali rappresenta una delle grandi sfide del progetto della contemporaneità: portare a confronto, nello spirito della solidarietà e rispetto dell’altro, persone con provenienze profondamente diverse, marcate da mancanze e ferite, che possono generare forti conflittualità, degrado umano e ambientale, per condividere i processi di trasformazione, risanamento e cura, per procedere verso futuri desiderabili.